Cosa Succederebbe con una Brexit?

Lug 30

Cosa Succederebbe con una Brexit?

Alla vigilia dell’importante votazione sulla Brexit sono in molti a chiedersi cosa succederà se il Regno Unito dovesse realmente decidere di uscire dall’Unione europea (UE). In particolare quali sarebbero le conseguenze della Brexit in ambito finanziario, segnatamente su borse e valute? Alcuni assaggi li abbiamo già avuti nelle scorse settimane. Già a metà giugno le principali borse europee ed asiatiche sono andate in decisa perdita, sull’onda dei sondaggi che davano la Brexit in testa. Ad esempio, il 13 giugno Piazza Affari, la borsa di Milano, ha perso quasi il 3% in una sola giornata. Queste le avvisaglie. L’effettivo avverarsi della Brexit è tuttavia più difficile da valutare. Cosa succederebbe in un’Europa senza Regno Unito? Di sicuro non crollerebbe il mondo, anche se certamente ci sarebbero conseguenze importanti riguardo a valute e piazze finanziarie. Conseguenze sulle quali politici, operatori dei mercati e mass media dibattono da mesi in modo acceso e contrastante. L’Economist ha addirittura catalogato la Brexit nella Top 5 dei possibili scenari catastrofici per i mercati.

 

Diversificare ogni tanto fa bene ma non girate intorno interamente per trovare il miglior broker adatto per voi

Conseguenze rilevanti per la piazza finanziaria britannica

In estrema sintesi, i rischi della Brexit sono due: che il settore finanziario perda l’accesso al mercato europeo e che si osservi una svalutazione della sterlina inglese accompagnata da un rialzo dei tassi della Bank of England dovuto anche alla probabile fuga di capitali a cui si assisterà in caso di Brexit. Secondo un recente studio della Fondazione Bertelsmann, il settore finanziario perderebbe un 5% e potrebbe appesantirsi nel caso in cui molti degli istituti finanziari con base a Londra decidessero di spostare le loro sedi nelle capitali finanziarie dell’Eurozona tipo Francoforte. Inoltre, la Brexit potrebbe costare ai contribuenti inglesi circa 313 miliardi di Euro con il Pil in contrazione del 14% sull’arco di 12 anni.

Deprezzamento della sterlina

A detta degli esperti ci sarebbero conseguenze di un certo peso anche per la sterlina inglese, che verosimilmente perderebbe valore rispetto alle altre principali valute, dollaro, euro e franco svizzero in testa ma anche sullo Yen, valuta che sta sempre più diventando un bene-rifugio. Secondo la banca Merrill Lynch, l’ipotetico scenario potrebbe essere questo: con una Brexit le Borse europee potrebbero calare del 15%, la sterlina si indebolirebbe nei confronti del dollaro di un ulteriore 10% con un allargamento di 50 punti base degli spread dei titoli obbligazionari britannici. Viceversa, le azioni europee potrebbero salire del 6%, gli spread sui titoli corporate ridursi di 20 punti base e la sterlina rafforzarsi leggermente sul dollaro. Il famoso investitore George Soros prevede un deprezzamento della sterlina sulle altre principali valute che potrebbe addirittura raggiungere il 30%.

Le mosse del trader in uno scenario Brexit

Cosa fare, dunque, se si vuole investire nel brevissimo termine in un ipotetico scenario Brexit? Gli esperti, ad esempio, suggeriscono di sfruttare la fase di ribasso, qualora vincessero i “no”, per acquistare asset più rischiosi (azioni, obbligazioni high-yield) a prezzi vantaggiosi. Difficile, poi, trovare porti sicuri a buon prezzo: Brexit potrebbe spingere anche gli investitori verso Bund e Treasuries, che sono già cari e lo diventeranno ancor di più, mentre dovrebbe deprezzare il nostro BTP (lo spread con il decennale tedesco già oggi è salito sopra i 140 punti). Se si vuole adottare una strategia ancora più speculativa, infine, si può scommettere al rialzo o al ribasso sulla sterlina o sulle Borse europee o di Londra (Eurostoxx 50, FTSE 100) utilizzando strumenti come gli ETF Short sapendo però di andare incontro a perdite se il trend dovesse invertire di rotta.

 

State in allerta pero’ a software o robot che promettono il mondo ma danno poco o niente – tenetevi stretti a broker raccomandati

In conclusione

Come si presume, a breve termine borse e tassi valutari reagirebbero immediatamente ad un’uscita del Regno Unito dall’Europa, con le tendenze esposte sopra. Tuttavia, a medio-lungo termine il rischio Brexit ha più carattere politico che economico: qui sarebbe necessario aspettare più a lungo per vedere cosa succederà. Il processo di uscita durerebbe infatti alcuni anni e nell’immediato la decisione di Londra andrebbe ad alimentare il già elevato scontento di altri paesi appartenenti all’UE, dando adito a maggiori tensioni e desideri di uscita, il tutto accompagnato da una maggiore volatilità ed instabilità dei mercati finanziari.