Una Panoramica Sulla Regolamentazione delle Opzioni Binarie

Dic 05

Una Panoramica Sulla Regolamentazione delle Opzioni Binarie

Anche se negli ultimi anni le opzioni binarie hanno sicuramente guadagnato ampia popolarità, molti trader esitano ancora a considerarle uno strumento d’investimento vero e proprio. In passato hanno infatti sofferto di una cattiva reputazione, non solo a causa delle opinioni negative in rete ma anche per il luogo comune di essere classificate come un gioco d’azzardo ad alto rischio. Anche la totale mancanza di regolamentazione agli inizi, dal 2008, al 2012, ha pesato sul settore, mettendolo in cattiva luce. Oggi la regolamentazione dei broker di opzioni binarie si prepara a drastici cambiamenti, per una maggiore sicurezza verso gli utenti che vogliono operare con società certificate legalmente all’interno dell’UE. Per questa ragione diamo di seguito una panoramica globale della regolamentazione delle opzioni binarie.

 

Diversificare ogni tanto fa bene ma non girate intorno interamente per trovare il miglior broker adatto per voi

In principio fu la CySEC

Solo dal 2012 l’ente di vigilanza finanziario cipriota, la Cyprus Securities and Exchange Commission (CySEC), ha deciso per prima nell’UE di includere le opzioni binarie negli strumenti finanziari sottoposti a regolamentazione. In effetti oggi molti siti di trading delle opzioni binarie hanno la loro sede sociale a Cipro. Le ragioni sono molteplici: le principali sono la bassa imposizione di Cipro e il fatto che il mercato delle opzioni binarie sia in gran parte in Europa. La regolamentazione CySEC ha sicuramente contribuito a smuovere le acque nel settore delle opzioni binarie e ha spinto altri paesi ad intraprendere la stessa direzione. In un discorso globale merita un breve accenno la direttiva comunitaria MIFID, relativa ai mercarti degli strumenti finanziari in seno all’UE, che prevede una regolamentazione armonizzata di servizi ed investimento nei 31 Stati membri dello Spazio Economico Europeo.

Utili liste nere in molti paesi

Le autorità di vigilanza di molti paesi hanno in seguito istituito le liste nere sulle quali figurano i broker inaffidabili. Queste liste, che vengono aggiornate costantemente, sono molto utili da consultare prima di registrarsi e dare le proprie generalità o peggio versare denaro. L’autorità di vigilanza francese AMF è una delle prime ad essersi attivata e pubblica sul suo sito una lista davvero completa ed attuale. L’ultimo aggiornamento è del 19 novembre scorso e conta 11 nuovi broker senza autorizzazione. Anche in Belgio, la Financial Services and Markets Authority (FSMA) aggiorna costantemente la sua lista nera. Sempre in Europa, ma questa volta in Spagna, l’ente nazionale CNMV ha recentemente pubblicato due avvertimenti riguardo ad altrettanti broker (GTOption e B4Options) che si erano rivolti a potenziali clienti spagnoli ma senza avere la relativa autorizzazione. Il sistema delle liste nere è presente anche  fuori dall’Europa: in Nuova Zelanda, l’autorità di vigilanza nazionale ha da parte sua aggiornato la rispettiva lista nera con Option Rider, un broker che millantava di essere regolamentato ed autorizzato nel paese, affermando però il falso.

La Consob in Italia

Per l’Italia l’authority competente è la Consob. Quest’ultima si è conformata alla direttiva europea nel 2012 con la relativa comunicazione in materia di opzioni binarie. La Consob è dunque l’organismo che interessa da vicino il trader italiano, la quale facendo sue le linee guida europee, sancisce che le opzioni binarie sono considerate strumenti finanziari a tutti gli effetti. Pertanto i broker che hanno sede a Cipro con licenza CySEC vengono considerati anche autorizzati Consob.

 

Novità in arrivo nel Regno Unito

Nel Regno Unito, zona che interessa in particolar modo ai trader che si riferiscono a società certificate dalla FCA, sono probabili cambiamenti alla legislazione vigente, per portare ulteriori garanzie e tutela degli investitori. Già nel 2016 le opzioni binarie potrebbero infatti essere classificate assieme ad altri strumenti finanziari all’interno di appositi decreti legislativi e non più essere considerate un gioco d’azzardo.

USA, regole molto severe

L’American Financial Industry Regulatory Authority (FINRA) ha emanato a fine ottobre 2015 un avvertimento sui rischi degli investimenti con le opzioni binarie tramite broker non regolamentati, dietro ai quali possono nascondersi i famigerati schemi di Ponzi, ovvero truffe dalle quali star lontani. A causa della sua regolamentazione severa e dell’elevata imposizione, solo due operatori sono legalmente riconosciuti dall’authority USA: si tratta di Cantor Exchange e Nadex.

In Canada invece il trading con le opzioni binarie è permesso, se il broker che intende rivolgersi ai potenziali clienti ha ottenuto la relativa licenza nella rispettiva provincia. Ad esempio, la British Columbia Securities Commission ha aggiunto il broker OptiCrown sulla sua lista nera, che era già nell’analogo elenco di un’altra provincia, l’Ontario.

In conclusione

Dopo questa breve panoramica sulla regolamentazione del mondo delle opzioni binarie gli insegnamenti principali sono due: primo, affidarsi ad un broker munito di una licenza ufficiale di un’autorità di vigilanza nazionale, come ad esempio la CySEC e con riconoscimento della Consob. Verificare poi in rete l’assenza di questo broker dalla preziose liste nere stilate dalle authority nazionali. Solo dopo questi due passi ci si potrà registrare con la sufficiente sicurezza.

 

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